Alcuni di voi si staranno chiedendo come mai su questo sito non compare alcuna partita iva. Ricordiamo che la partita iva è una sequenza numerica che identifica un’impresa/attività commerciale.  

 

Non siamo evasori e rispettiamo appieno la normativa fiscale vigente: la nostra attività commerciale è svolta in maniera salturaria e risponde ai requisiti previsti per la disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale, di cui dall’art. 54 bis, legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Cosa significa per il cliente?

Cambia poco o nulla: tuttavia, sencondo la normativa:

in sede di pagamento della prestazione, il collaboratore occasionale deve consegnare al committente, la ricevuta della prestazione occasionale con la ritenuta d’acconto + l’imposta di bollo, nel caso in cui, l’importo superi i 77,47 euro. Il committente, ricevuto il documento, provvede a saldare il compenso.

La ricevuta per prestazione occasionale

Il documento fiscale redatto è la ricevuta per prestazione occasionale conterrà dunque tali informazioni, rispettando i requisiti previsti. La soluzione più facile per chi desidera intraprendere questa tipologia di attività è quella di utilizzare Oscon, che consente in pochi passi di scaricare un file excel per la compilazione corretta del documento.

Il cliente può ovviamente, comunque, “scaricarsi” il lavoro tra i costi, atteso che sarà mio compito inserire nella mia dichiarazione dei redditi il documento fiscale relativo al lavoro svolto.

Per maggiori informazioni sulla disciplina sul lavoro occasionale, è consigliabile dare un’occhiata a questo link, o alla sintesi riportata nell’immagine sottostante.

lavoro occasionale disciplina
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