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Obiettivo: capirne qualcosa in più sull’aggiornamento Panda di Google, che per molti si è rivelato una disastrosa penalizzazione, facendo calare le visite giornaliere in maniera significativa. Sintetizziamo alcuni concetti in pochi punti fondamentali, proponendo alcune possibili soluzioni:

  • Searchmetrics link è stato il primo a fornire indicazioni su chi ha ricevuto penalizzazione da Google Panda e chi ne ha giovato;
  • Google Panda ha penalizzato anche siti e blog di qualità, secondo una crescente opinione comune, quelli che hanno meglio lavorato sul SEO ottenendo posizioni privilegiate rispetto a brand affermati, ovvero che propongono contenuti non all’altezza del posizionamento acquisito, sfruttando al meglio la long tail del posizionamento. 
  • Panda non è stato influenzato direttamente, nell’algoritmo Panda, da pubblicità inserita, qualità di contenuti o la presenza di possibili spam link. Google sta tentando di rimuovere tutti i siti creati per business che non offrono contenuti utili, originali, apprezzati dagli utenti.
  • Secondo Wordtracker Panda è stato influenzato da dati raccolti con le Google Toolbar, dall’estensione Chrome per blocco siti web, e forse anche di Google Analitycs, penalizzando in particolare quelle pagine sulle quali gli utenti passavano troppo poco tempo.
  • Hanno dunque assunto maggiore importanza fattori come Tempo di permanenza sul sito, frequenza di rimbalzo, visite di ritorno, monitorate da Analitycs, nonché – ma questa non è certo una novità – l’eventuale presenza di contenuti duplicati;
  • Presto ci saranno ulteriori aggiornamenti Panda, (che si ripeteranno con periodicità ogni 4-7 settimane), che potrebbero apportare benefici o penalizzazioni. Alcuni siti penalizzati – a loro modo di vedere – ingiustamente, potrebbero risalire la china, almeno sino a quando Google troverà il modo di pulire i risultati di ricerca in maniera appropriata.

Google Panda: alcune soluzioni da valutare

  • Monitorare su Google Analitycs cosa hanno in comunque gli url penalizzati del proprio sito, rispetto a quelli per i quali Panda ha contribuito ad innalzare le visite;
  • verificare se i contenuti sono pertinenti al posizionamento per alcune keyphrase per le quali si è ottenuto, anche involontariamente, un ottimo posizionamento;
  • Usare il noindex per contenuti duplicati o di bassa qualità;
  • allungare post troppo corti o pagine troppo sintetiche;
  • escogitare qualsiasi sistema per allungare i tempi di permanenza sul sito (es: maggiore evidenza per i post correlati, o migliorare la velocità di caricamento delle pagine);
  • creare sottodomini per rendere meno generalista il sito web. Es categoria1.dominio.it, categoria2.dominio.it ecc., effettuando i redirect 301 dei post già pubblicati;
  • ridurre l’ottimizzazione per keyword;
  • dare importanza al lato Social, con pulsanti di condivisione, pagine Facebook ecc.
  • utilizzare nome del dominio come un vero e proprio marchio, e promuoverlo in ogni modo. In particolare, non dimenticare di correlarlo con Pagina Facebook book, account Twitter, Youtube, ecc.
  • evitare in ogni modo contenuti di bassa qualità, inappropriati rispetto alle keyword – keyphrases presenti nelle pagine, troppo ottimizzati, con alta frequenza di rimbalzo o bassi tempi di visita, che non assicurano un numero sufficiente di visite di ritorno i di click nei risultati di ricerca di Google, privi di reazioni Social (commenti o condivisioni).
  • Oltre a quanto enunciato in alcuni post precedenti, tra cui il thread del Forum di Giorgiotave, è interessante seguire questa discussione.

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