I danni post- Penguin sono ormai noti a tutti gli operatori
del settore web, ma cosa resta ancora in dubbio è la fatidica domanda “quali
sono i backlink buoni per Google Penguin?” .
La questione è stata analizzata più volte da esperti seo di tutto il mondo e
come risultato emerge un recente articolo su searchenginejournal.com che
parlerebbe appunto di un’ultima Check-list Seo per ovviare ai danni creati dal
nuovo algoritmo.
Come dichiara l’articolo, l’azione più ovvia per molti è stata quella di fare
link building a ritroso,
vale a dire eliminare tutti i backlink ottenuti finora verso un sito e che
potrebbero essere considerati dannosi.
In realtà ciò che bisognerebbe fare è una serie di azioni che riguardano si la
link building ma anche l’on site.
Secondo la check list di searchenginejournal ci sono alcuni step da seguire per
riprendersi dal cambio di algoritmo.
Prima di tutto bisogna analizzare i danni eseguendo un’attenta analisi delle
statistiche del sito attraverso la quale capire cosa è accaduto al traffico.
Il secondo step è creare pagine a prova di penguin e quindi rivedere
l’ottimizzazione del sito e dunque la keyword density, i contenuti eliminando
quelli duplicati, ottimizzare i link interni al sito e aggiornare costantemente
la mappa xml.
Il terzo step riguarda finalmente la link building e parte con l’analisi dei
backlink verso il nostro sito.
Dobbiamo analizzare con attenzione i link provenienti dallo stesso dominio e
dagli stessi indirizzi ip i quali possono apparire non naturali. Un’altra
analisi da fare è quella del “cattivo vicinato” ovvero se i siti che ci linkano
hanno scarsi contenuti oppure nessun sito che li linka o pochi link ma di bassa
qualità allora quelli possono essere considerati “cattivo vicinato”.
Per quanto riguarda invece i link che andremo a mettere dobbiamo prima di tutto
diversificare le anchor text in quanto troppi link alle stesse parole possono far
correre il rischio di penalizzazioni. Possiamo alternare le parole chiave con
il nome del brand associato alla keyword, e utilizzare anche parole come il
“clicca qui” e infine scrivere direttamente l’url. Tutte queste tecniche creano
una link building senza dubbio più naturale.
Infine se abbiamo dei blog personali è bene eliminare i nostri link da footer e
sidebar.
Ma la lezione sulla link building post penguin non finisce qui in quanto
possiamo diversificare ulteriormente i nostri link alternando nofollow e
dofollow e ancora siti con pr alto e basso e diversificando i siti dai quali
provengono (blog, siti di news, siti con video, domande e risposte, etc.).